venerdì 7 ottobre 2011

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!


lunedì 14 marzo 2011






E dopo una, due..siamo al terzo o al quarto crollo del ponte! 



AAA.  Cercasi Architetto per progetto piccolo ponte che rimanga solido nel  tempo.  Esclusi perditempo! 

S

4 commenti:


Anonimo ha detto...
è più facile finire il ponte sullo stretto ;-)
Anonimo ha detto...
VA bene che con le piogge il Meleta si puo' ingrossare, ma davvero non e' il Missisipi.vi sono ponti anche in loco, come quello sulla Lente tra Sorano e Vitozza in piedi da secoli. Facciamo fare 2 sassi di travertivo piatti, lavorati antisdrucciolo e mettiamoli nell'acqua, sicuramente risparmiamo.
sbenza ha detto...
che tristezza!!! ma non è possibile sperare che qualcuno si occupi seriamente del problema? sarà la prima volta che diluvia in 2600 anni? le vie cave sono un patrimonio unico di questa zona, di valore ambientale, turistico, archeologico, misterico etc etc ma stanno andando tutte in malora. che tristezza
Anna Ghetti ha detto...
Le "vie cave": patrimonio dell'umanità? Facendo nei giorni scorsi, sopralluoghi in alcune vie cave con la finalità di accompagnare gruppi interessati agli aspetti naturalistici, mi sono ritrovata con dei "dejà vu", il più recente l'anno passato quando mi trovai transennata la via cava di San Giuseppe causa crollo. Eppure le vie cave sono universalmente riconosciute come eccellenze sia da un punto di vista archeologico (non mi dilungo sulla ricca bibliografia esistente, sulla presenza di attivi studiosi sul territorio, ecc.) che ecologico ambientale. Patrimonio dell'Umanità ...in dissesto davanti agli occhi di tutti. Nicchie di biodiversità ospitano numerosi microhabitat con una ricchezza botanica ancora unica grazie alle loro condizioni geologiche e climatiche. La complessità vegetale di questi ambienti è frutto di una lunga evoluzione ed integrata agli aspetti geomorfologici rientra nel complesso e delicato equilibrio di queste "vie sacre". Gli stessi Etruschi adottarono soluzioni tecniche geniali con le loro opere di ingegneria idraulica per prevenire lo sgretolamento del suolo e tutelare l'ambiente naturale, accanto ad una oculata gestione dei boschi circostanti e sovrastanti. Oggi nessuno fa niente...la fine di queste vie sembra quasi un ineluttabile evento agli occhi di tutti. La conservazione di queste vie finora è stata affrontata dall'Amministrazione Comunale a spot, attraverso interventi di straordinaria manutenzione che spesso hanno creato scempi cancellando tratti della nostra storia dal momento che le stesse sono state trattate in un'ottica di viottolo campestre. Gli interventi di messa in sicurezza, spesso si vanificano alle prime piogge violente, perché non tengono conto dei complessi e delicati equilibri di questi nostri "canons". Penso che solo attraverso un'ottica multidisciplinare, cioè attraverso un piano di gestione integrata, vada affrontato il problema delle vie cave; ma non si può più aspettare, forse così è ancora possibile tramandare alle generazioni future questo patrimonio. Dott.ssa Anna Ghetti Ass.ne Bioterritorio-Città del Tufo

Nessun commento:

Posta un commento