venerdì 7 ottobre 2011

Consiglio Comunale del 21/12/2010 n. 57 sull'analisi di disagio giovanile


venerdì 18 febbraio 2011



Verbale di deliberazione CONSIGLIO COMUNALE  Delibera n. 57 del 21/12/2010

 Oggetto: POLITICHE SOCIALI: analisi situazioni di disagio
                                      
L’anno   duemiladieci e questo dì ventuno del mese di dicembre alle ore 15.30 in Pitigliano nella Sala delle adunanze posta nella sede Comunale, si è riunito il Consiglio Comunale in seduta straordinaria per trattare gli affari posti all’ordine del giorno.
La seduta è pubblica

" Il Sindaco espone l’argomento e passa la parola all’assessore Camilli che tratta, tra l’altro, le problematiche dell’assistenza domiciliare, pasti a domicilio.
Chiede la parola il capogruppo Ferri il quale espone di condividere quanto riportato dall’assessore Camilli ed evidenzia che il disagio sta aumentando e la necessità che il Comune ponga in essere opportuni interventi.
Chiede la parola il capogruppo Francardi il quale espone che bisogna affrontare il problema.
Chiede la parola il consigliere Caprini che propone un tavolo congiunto anche con la Parrocchia.
Chiede la parola il consigliere Gorini il quale espone l’esistenza del disagio giovanile e che per la prima volta in Consiglio Comunale sente parlare dei giovani; il consigliere ritiene che l’assessorato alle Politiche Giovanili non si sia dato molto da fare e che comunque neanche la minoranza ha svolto un ruolo di stimolo circa la sinergia tra le due strutture esistenti fra le quali vi è stata conflittualità e che invece è auspicabile un lavoro congiunto.
Chiede la parola il capogruppo Ferri che fa presente che il tavolo congiunto è stato già tenuto in Comunità Montana ma non è mai decollato.
Interviene il Sindaco che ringrazia i consiglieri intervenuti ed evidenzia l’importanza di individuare, affrontare e possibilmente risolvere le problematiche esistenti.
Interviene l’assessore Celata il quale precisa che sono stati tenuti degli incontri tematici con i ragazzi, come, ad esempio, sulle dipendenze e sull’educazione sessuale, che c’è stata l’apertura del C.I.A.F. (Centro Infanzia, Adolescenza e Famiglia) e annuncia un nuovo finanziamento regionale che sarà destinato ad un progetto contro il disagio giovanile.
Interviene il Sindaco che conclude facendo presente di mettere in piedi il tavolo di riferimento per la trattazione delle tematiche affrontate."
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 Cari amici vogliamo riprendere il problema del disagio giovanile e della mancanza di spazi  loro assegnati, gia' oggetto di un post  nel blog " parole libere",  pubblicando fedelmente il verbale del Consiglio Comunale sull'argomento scaricato dal sito del Comune, ci sorgono spontanee alcune domande che vogliamo fare pubblicamente agli Amministratori. Speriamo che vogliano risponderci, noi pubblicheremo tutte le loro risposte ed ovviamente anche le "non risposte" , questo  per rispetto nei confronti dei cittadini. Invitiamo tutti a darci le proprie impressioni su FB o in maniera anonima sul blog o a fare domande che gireremo all'Ammistrazione.


1)  Siamo a dicembre 2010 e si dice che e' la prima volta che si affronta il tema!

2)  Cosa ha fatto l'Assesore alle politiche giovanili ? mentre  aspettiamo che  studi la situazione i giovani diventato  adulti.

3) Di chi e la responsabilita' se il tavolo di lavoro presso la Comunita' Montana non e' mai decollato? Non certo delle famiglie e  poi perche'  presso la Comunita' Montana ?

4) Non servono tavoli e discorsi che non portano a niente, ci vuole la voglia di affrontare  il problema
 Mai come in questo argomento e' chiaro che non e' un problema solo di risorse, ma  della voglia di fare.
Perche' non fanno?

5) Creare sinergie con le Famiglie, proprio impossibile proporre soluzioni e non solo  inutili tavoli che sono sterili gia' in partenza

6) Il nuovo tavolo di cui parla il Sindaco a fine seduta e' gia' stato creato?  Vi piacerebbe saperlo vero?

Crediamo che sia necessario l'avvio di un percorso condiviso con tutta la popolazione,di un percorso che sia continuo e senza interruzioni e che porti come centrale la "questione giovanile".
Chiediamo per questo maggior chiarezza nelle intenzioni e maggior concretezza nei fatti ; ma soprattutto che si prenda atto del "problema giovani" che è centrale per lo sviluppo di Pitigliano.

OGM


8 commenti:


Domenico ha detto...
Sono rimasto imbarazzato, per il verbale del Consiglio Comunale sul problema giovani che avete pubblicato,Imbarazzato per loro , le persone presenti, non ci credevo e sono andato ad accertarmi sul sito del Comune se avete riportato veramente tutto. Bravi, non avete omesso nemmeno una virgola, ben vengano articoli come questo che evidenziano il livello attuale di tutti i politici pitiglianesi, forse ormai logorati da anni di permanenza sulle poltrone. Ripeto, passa il tempo i giovani diventano grandi e se ne vanno. Possibile non ci sia nessuno che da' spiegazioni eppure tutti gli esseri del regno animale danno la precedenza ai figli in caso di pericolo. Per quale motivo non ce se ne occupa, eppure se tutti vanno via rimarranno solo operai agricoli a lavorare per le multinazionali del vino che vengono da fuori, l'ospedale chiudera', non si faranno piu' i prelievi per il diabete, la caserma dei Carabinieri si ridurra',la sede vescovile al prossimo giro chissa', la scuola sara' tanto se ne rimarra' solo una e chissa' cosa. Se sara' cosi' allora anche i politi di oggi, che saranno i vecchi di domani, dovranno andare via, non ci sara' piu' nessuno che li accudira', li pulira', li curera'. Avranno solo il ricordo di quello che avrebbero potuto fare e che non hanno fatto e saranno presi da un nodo alla gola, ma il tempo per loro ormai sara' passato. Purtroppo anche per noi.
Silvia ha detto...
Ma io mi sono proprio divertita a leggere sta cosa.... "quello si dice d'accordo, quell'altro concorda" ma neanche tra gli opinionisti dei reality show si è così inconcludenti....
OGM ha detto...
anch'io ! :))
giovanna reghin ha detto...
Silvia, che cosa proponi ?
Giovanna Pizzinelli ha detto...
Alcune volte scendo con mio figlio a prendere un caffè in piazza, lo facciamo nelle ore più disparate, a volte subito dopo pranzo,altre il pomeriggio o la sera. La piazza è quasi sempre vuota, non che non ci siano persone, c'è chi ciondola davanti alla porta del bar, chi dentro beve in compagnia, isolati ognuno al proprio tavolo alcuni leggono il giornale, poi fuori c'è chi, secondo l'ora si affretta con la spesa, e magari qualche turista, ma non ci sono i ragazzi, ossia ci sono sempre quei pochi, sempre gli stessi lì al bar. Io chiedo a lui -Ma dove sono i ragazzi?- e lui- Non ci sono, che ci stanno a fare?- e io -dove sono?- -Quelli della mia età molti fanno l'università e anche dopo quando hanno finito se possono rimangono fuori, qui che farebbero! Quelli messi peggio sono quelli un po' più piccoli,del liceo per capirsi, per loro non c'è davvero niente, né un posto dove ritrovarsi, né qualcosa da fare di interessante, andare fuori ancora non possono e quindi aspettano...-E dove sono?- chiedo -La maggior parte in casa, stanno dentro casa al computer, non escono neppure più; magari prendono una casetta in affitto al centro storico, ci passano i pomeriggi, almeno non stanno da soli a casa- -Non ti sei accorta che a Pitigliano ormai manca una generazione? -Quale?_-chiedo -Quella dai 20 ai 30.- Rimaniamo in silenzio.
Lorenzo ha detto...
La situazione descritta nel post di Giovanna è la fotografia esatta della Pitigliano attuale. Ed è un problema. Secondo me però il vero problema, che nasconde anche una delle cause, è che questa situazione non si è creata dall'oggi al domani ma è lo stato odierno di un processo iniziato almeno dieci anni fa. Ora, dire che i nostri amministratori non siano stati all'altezza del ruolo, non abbiano visto ciò che gli succedeva intorno, che abbiano sbagliato clamorosamente sulle misure da intraprendere, anche questo non mi sembra possibile. Allora ad un signore di mezz'età che è nato sullo scogliaccio, che ne ha vissuto le alterne vicende sociali, economiche e politiche ed ancora ci (soprav)vive, può balzare in mente l'idea malsana, pellegrina e maliziosa che far calare la popolazione della città può essere vantaggioso, fare in modo che si decentrino i servizi, si blocchino le opportunità e si limiti l'economia porti beneficio. Pensiamoci: sotto una certa soglia di numeri di censimento è lo stesso potere sovracomunale (provincia, regione, stato) che decide se mantenere un servizio, ad esempio la pretura, l'ufficio delle entrate, l'ospedale, la compagnia dei carabinieri, il giudice di pace etc. Ma nello stesso modo e per lo stesso motivo, cioè scarsità di utenza, anche gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i professionisti evitano di investire su un non futuro. Questo porta ad una contrazione sia dell'offerta pubblica che di quella privata. Dove voglio arrivare? A far pensare al rischio dell'esistenza di un progetto oligarchico. Datemi pure del complottista, del visionario e se volete pure dell'invidioso, ma se mi sporgo un attimo dall'alto parapetto che in trent'anni è stato eretto davanti alla nostra visuale non vedo più tanti amici, non vedo più tanti giovani, non vedo più tante famiglie, non vedo più tanti imprenditori che hanno mollato, chi continuo a vedere sono gli stessi che incontrate anche voi tutti i giorni, da sempre, almeno voi che avete deciso di continuare a Pitigliano o che non avete avuto cuore di lasciare il nostro bellissimo scogliaccio.
Giovanna Pizzinelli ha detto...
Non posso arrivare a pensare, come fa Lorenzo, che questa situazione giovi a qualcuno o che sia un disegno, una strategia, semplicemente ho paura che si tratti solo di ignoranza, di mancanza di lungimiranza, di mancanza della cultura della politica, di quel fare politica che sceglie guardando al futuro, che considera ogni scelta, parte di un progetto più vasto, dove le scelte non inseguono l'emergenza ma il pensiero e il progetto. Che rispetto alla questione giovani non vi sia attenzione da anni, è evidente, ma ho la sensazione che tutti gli aspetti legati alla formazione ed alla crescita personale dei più giovani non siano percepiti come importanti. Riferisco un piccolo episodio. Come tutti sanno quest'anno si festeggiano i 150 anni dell'Unità d'Italia, io e le colleghe delle classi Ve abbiamo pensato di far conoscere ai bambini un episodio della spedizione dei Mille e della Colonna Zambianchi che si fermò a Pitigliano. Partiamo andando a vedere una lapide che ricorda il passaggio e...sorpresa la lapide posta, non a caso in via Unità d'Italia, non c'è più, allora via tutti in Comune a chiedere che fine ha fatto. Ufficio tecnico, ufficio della Polizia Municipale, Anagrafe (magari ne hanno sentito parlare) nessuna sa nulla, qualcuno addirittura dubita che ci sia mai stata... La Guardia Municipale da ai ragazzi un suggerimento "Scrivete una lettera al Sindaco, così partono le ricerche". Ottimo: è il modo giusto, per i cittadini di rapportarsi all'Amministrazione. La lettera viene scritta e consegnata in mano al Sindaco il giorno della Festa della Toscana, i bambini, bravissimi, non solo la consegnano ma la leggono, sicuri e fanno domande, chiedono risposte. Il Sindaco rassicura. Sono passati tre mesi e della risposta non c'è traccia, neppure un "non sappiamo che fine ha fatto la lapide". Che cosa hanno imparato nel frattempo i bambini? Che chi amministra è distante, che i problemi dei cittadini non sempre trovano l'interesse di chi amministra, che i cittadini non ricevono risposte. La lettera è assieme al lavoro esposta agli antichi granai in una mostra per i festeggiamenti dell'Unità d'Italia. Ah, dimenticavo, il comune ha organizzato, sempre all'interno dei festeggiamenti, due incontri di cui uno è pubblico, con il Professor Biondi, che parlerà del passaggio della Colonna Zambianchi a Pitigliano...
Giovanna Pizzinelli ha detto...
Stamani, in occasione dell'incontro avvenuto al Teatro Salvini, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, il Sindaco ha colto l'occasione per rispondere alla lettera dei bambini e delle insegnanti in merito alla "lapide scomparsa", ha riferito che sono state fatte ricerche ma della lapide non si hanno notizie, ha chiesto la collaborazione del Professor Biondi per ricostruirne il contenuto e si è impegnato a farne fare una nuova.

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