venerdì 7 ottobre 2011

Ospedale di Medicina Integrata: L'Intervista a Simonetta Bernardini


lunedì 6 giugno 2011


La Dottoressa Simonetta Bernardini è la Responsabile del Progetto di Medicina Integrata dell'Ospedale di Pitigliano, OGM le ha rivolto alcune domande e lei ha gentilmente risposto.
La ringraziamo anche a nome di tutti i lettori e pubblichiamo l'intervista.



OGM: A suo parere ci sono i presupposti per rendere stabile la medicina integrata oppure questo è solamente una sperimentazione che si concluderà entro due anni ?

S.B.: La medicina integrata è nel futuro della medicina. In tutto il mondo, oramai, si sono avviate esperienze di integrazione. Il movimento culturale del ripensamento della medicina e della Cura delle persone è approdato  anche in letteratura scientifica. L’università Charitè di Berlino organizza annualmente un Convegno mondiale sulla medicina Integrativa; il prossimo sarà a Berlino nell’ottobre 2011. Il successivo sarà proprio a Firenze, ospite la regione Toscana, nell’ottobre 2012. Forse il modello di Pitigliano è talmente innovativo da essere avanti nel tempo dell’evoluzione della cultura in medicina, ma esso appartiene comunque  ad un futuro prossimo della medicina internazionale.

OGM:Esiste la possibilità, nel caso in cui nella fase sperimentale la risposta superasse le migliori aspettative, di messa a regime della Medicina Integrata nella nostra struttura?

S.B.: Pitigliano non è mai stato pensato come un fatto episodico, a termine. Pitigliano è un modello di studio che serve a  valutare, in termini di miglioramento della qualità della vita e della salute dei cittadini, l’utilità effettiva delle medicine complementari. Serve anche a valutare l’eventuale risparmio di spesa sanitaria conseguente all’erogazione di cure integrate. La regione Toscana ha già investito molte migliaia di euro in questo progetto e l’ASL 9 lo sta attuando con molta attenzione al progetto e  con l’impegno dell’intero  staff della direzione sanitaria. Se i  dati di utilità ed efficacia  emergeranno quale governo sanitario taglierebbe una voce di riduzione della spesa sanitaria? Del resto sino  ad  oggi gli studi di farmaco economia danno ragione all’utilità delle medicine complementari nel risparmio di spesa sanitaria. In Canada, ad esempio, il cui modello di welfare è simile al nostro, si è verificato che le medicine complementari nelle strutture pubbliche consentono un introito di denaro (da compartecipazione alla spesa dei cittadini che le scelgono) che concorre al rifinanziamento del  sistema sanitario. In Inghilterra gli studi di farmaeconomia provienienti dai medici di medicina generale che utilizzano anche l’omeopatia evidenziano un risparmio di spesa pro capite di circa 100 sterline l’anno.

OGM: Quanto pesano, se esiste, l'ostracismo e la diffidenza dei colleghi di medicina allopatica sulla organizzazione e sul mantenimento del progetto ?

S.B.: Non pesa perché non c’è. Io stessa avevo in passato questo timore. In realtà la disponibilità dei colleghi dell’Ospedale di Pitigliano, dei colleghi del centro di Manciano e dei medici di medicina generale e dei pediatri della zona  che ho incontrato è molto buona. La collaborazione tra i medici del team della medicina integrata e loro si è avviata con forti caratteristiche di rispetto reciproco e collaborazione, superiore anche alle mie aspettative. Non voglio con questo dire che siano solo rose, non conosco ancora tutti i colleghi del territorio. Ma sino ad oggi non ho registrato problemi. 

OGM: Come sono stati informati i medici di base e come informano a loro volta i pazienti ?

S.B.: I medici di base sono stati tutti quanti informati con comunicazione via email. Parte di loro li  abbiamo incontrati a Pitigliano poche settimane fa per un incontro culturale nel corso del quale ci siamo reciprocamente presentati e abbiamo avviato una lista di discussione tra loro e il team di medicina integrata. Dopo l’affissione di manifesti illustrativi  realizzati dall’ASL 9 e distribuiti u tutto il territorio dell’ASL, dopo i tanti articoli apparsi sui giornali e le interviste in TV, abbiamo ora in funzione un indirizzo email: medicinaintegrata.pitigliano@usl9.toscana.it utilizzabile sia dai medici che dai cittadini e una linea telefonica a disposizione dei cittadini nei giorni di lunedì, ,mercoledì e venerdì dalle 12 alle 13 al numero: 0564-618111. Con i medici, inoltre, abbiamo in progetto momenti di aggiornamento sulle possibilità terapeutiche in medicina integrata da scadenzarsi regolarmente sia all’interno dell’Ospedale che in eventi di aggiornamento professionale continuo.
L’ospedale occupa uno spazio di visibilità internet notevole (basta cercare con Google) e avrà a breve uno spazio ancora maggiore sul sito dell’Asl9, in home page. Sul sito verranno caricati tra pochi giorni anche i video illustrativi sul Centro e sulle attività svolte.
Vorrei rivolgere anche un  ringraziamento al vostro gruppo che sin da subito si è dimostrato molto attivo nel diffondere l’informazione alla popolazione.

OGM: Le risulta che ci sia una buona collaborazione ?

S.B.: Direi di sì. Alcuni  medici  sono già venuti a trovarci in Ospedale. Altri hanno mandato al Centro ospedaliero di medicina integrata i loro pazienti. I cittadini visitati al Centro ricevono una lettera del medico del Centro da riconsegnare al loro medico. Tutto questo con il fine di una gestione clinica condivisa dei cittadini.

OGM: I medici di oncologia hanno l'obbligo di informare i loro pazienti  della possibilità di avvalersi del sostegno di agopuntura ed omeopatia alle terapie convenzionali ?

S.B.: Il settore dell’oncologia integrata ci sta particolarmente a cuore. E’ un settore molto delicato che ci ha impegnato in più riunioni. Si tratta, infatti, di preparare protocolli di intervento che siano di garanzia per cittadini affetti da patologie così impegnative da realizzarsi sia   in collaborazione con gli oncologi  sia  con i medici che si occupano delle cure palliative. Sono già stati visitati dal team di medicina integrata pazienti oncologici provenienti anche da fuori regione  e stiamo completando il protocollo di intervento, compreso le modalità di informazione dei cittadini affetti da questa patologia da parte degli oncologi non solo in servizio a Pitigliano, ma in servizio nell’intera ASL.

OGM: Come funziona il  meccanismo delle visite in corsia, sono congiunte oppure avengono separatamente, prima il medico allopatico e poi l'omeopata? Ed eventualmente ci sono già risposte significative ?

S.B.: Il modello che stiamo applicando, la medicina integrata, prevede che si lavori insieme. Le visite ai pazienti ricoverati avvengono in contemporanea. I medici del reparto di Pitigliano e Manciano, se ravvisano insieme ai medici del team del centro la possibilità di una cura integrata,  inviano al team la richiesta di terapia integrata ogni qual volta  il paziente, informato, richieda  l’integrazione delle cure. 

OGM: Risponde al vero che il progetto attuale che prevede Omeopatia, Agopuntura, Fitoterapia, sarà ampliato ?

S.B.: E’ possibile ipotizzare che per alcune patologie siano utili oltre alle medicine complementari anche le discipline bionaturali per la quali  esiste una Legge di riconoscimento regionale. Mi riferisco, ad esempio, a  shiatsu e cranio sacrale, che sono già disponibili in alcuni servizi sanitari regionali, particolarmente nelle cure di fine vita. Stiamo lavorando in un tavolo aperto presso l’Agenzia regionale di Sanità della Toscana tra ospice regionali, la Società Italiana di Cure Palliative e la Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata della quale sono presidente. Tuttavia la valutazione di altre risorse di cura, oltre le tre medicine complementari, non riguarda i primi due anni del progetto. Questo è normale, fare le cose bene richiede tempo e ragionamento sulle scelte più opportune.

OGM: Normalmente la prima fase organizzativa di un progetto prevede delle correzioni anche sulla base di valutazioni su parametri prima inesistenti, le eventuali carenze
organizzative possono essere integrate con un aumento di personale medico e paramedico qualora le richieste di prestazioni aumentassero in modo considerevole ?

S.B.: Non sono in grado di rispondere a questa domanda. Si tratta di argomenti di gestione sanitaria che sono di pertinenza della ASL 9 e della regione Toscana. Al momento il lavoro più importante è l’assistenza ai cittadini e la ricerca scientifica. Non è pensabile infatti di ipotizzare nessuna attività sanitaria sui cittadini che non abbia chiari dati di utilità ed efficacia. Penso infatti che l’individuazione di questi indicatori di utilità ed efficacia  e la positività dei dati misurati siano  premessa indispensabile ad ogni successiva scelta.

OGM: A distanza di tre mesi circa dall'inizio di questa sperimentazione può dirci se il risultato è soddisfacente ?

S.B.: Mi sembra che il risultato sia veramente soddisfacente. Le  richieste di visite sono davvero tante. I risultati delle terapie integrate sembrano confortanti. Il team dei medici lavora a pieno ritmo, spesso ben oltre l’orario di lavoro stabilito. Nel gruppo c’è entusiasmo e una buona armonia. Non mancano segnalazioni da parte dei cittadini di miglioramento del loro stato di salute. Stiamo cominciando a misurare i primi risultati. Andiamo avanti!






2 commenti:


Anonimo ha detto...
Non credo sia tutto rose e fiori, la sperimentazione dell'ospedale di Pitigliano, e che le cose funzionino cosi bene, fra i medici... l'intervista sa di buonismo.
OGM ha detto...
Ci può stare, è chiaro che parlando del progetto che sta seguendo e per il quale si sta impegnando molto, e questo credo sia innegabile, cerca di mettere in evidenza il positivo e non dichiarare esplicitamente le criticità, l'importante è che queste (le criticità) le abbia ben chiare, e si adoperi per risolverle. Questo lo vedremo nel tempo.

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